Secondo l'autorità linguistica, l'impiego di parole inglesi nel parlare comune ma soprattutto istituzionale rischia di creare una frattura generazionale - tra chi le capisce e chi no - e sociale, dato che una parte della società può ritrovarsi esclusa dalle comunicazioni importanti. Come quelle politiche legate alla campagna presidenziale.
"Smart", "cozy", "cool", "low cost", "delivery", persino "hi" al posto di "Salut". E poi ovviamente le parole legate alla tecnologia, come "wifi", "bluetooth", "call", "meeting". Anche il francese, come l'italiano, si mescola sempre più con l'inglese. Così tanto che l'Académie française, l'equivalente francese della nostra Crusca, ha coniato il termine "franglais".
L'allarme dell'Académie française
Proprio l'autorevole accademia ha lanciato l'allarme sulla scomparsa del francese "classico", in un report appena pubblicato. Il rischio, secondo gli accademici, è che la lingua perda la propria sintassi: per esempio "l'Université de la Sorbonne" diventa "Sorbonne Université", su modello inglese. Ma non solo: secondo gli studiosi, il "franglais" rischia di creare divisioni sociali e generazionali nel Paese.