Voici deux extraits du dossier "Nuove Indicazioni 2025 Scuola dell’infanzia e Primo ciclo di istruzione Materiali per il dibattito pubblico" qui concernent directement la question des langues vivantes et, particlièrement, du français, de l'espagnol et de l'allemand dans l'enseignement en Italie. Matière à réflexion
p.13
Scrivere è…vivere. E si apprende a scuola
Per la scuola delle Nuove Indicazioni la scrittura ha un significato profondamente umanistico e di supporto alla promozione degli apprendimenti di tutte le discipline. Carta e penna, lettura ad alta voce e piccole biblioteche d’aula devono convivere armoniosamente con assistenti virtuali e augmented learning. Nelle scuole del primo ciclo di istruzione la scrittura è fondamentale e va curata con particolare attenzione, a partire dall’apprendimento del corsivo e della calligrafia, perché agevola lo sviluppo della coordinazione oculomanuale, allontana i bambini dagli schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell’esperienza concreta, ingrediente necessario, specie nella scuola primaria, per affinare pensiero e ragionamento. È universalmente nota la correlazione fra saper scrivere e saper concettualizzare, studiare, capire un discorso. La scrittura è molto più che una tecnologia della parola: è saper strutturare il pensiero in un orizzonte di senso che è anche introspezione, cura di sé. Ed è avviamento al pensiero riflessivo. Scrivere mette, inoltre, in discussione il mito della velocità: richiede silenzio, concentrazione, lentezza. Non si scrive solo per essere capiti; a scuola si scrive per capire. Per questo la didattica della scrittura assume un ruolo cruciale sin dalla scuola del primo ciclo. Anzi, molto prima, quando ancora piccolissimi i bambini sono stimolati dai messaggi intorno a loro, sentono gli adulti leggere testi, ascoltano narrare storie, sfogliano colorati albi illustrati. E rimangono incantati. Incanto e passione per la lettura e la scrittura nascono lì: dai primi incontri con la parola, col libro e con persone che sanno narrare. I bambini si impegnano molto precocemente nel processo di letto-scrittura e indagano da tenera età i principi e le regole che governano quei segni. Da una prima fase presillabica (detta anche ‘logografica’) passano, con la scoperta della corrispondenza tra segno e aspetto sonoro del parlato, a una fase sillabica e poi a quella alfabetica attraverso la progressiva padronanza della corrispondenza fonema-grafema propria dei sistemi di scrittura. È utile proporre tanti ‘esempi di scrittura’ sui quali far intervenire gli allievi con consegne specifiche, alleggerendo l’ansia da foglio bianco e spostando il carico cognitivo sulla riscrittura di un testo già esistente: di qui l’invito a riscoprire l’esercizio del riassunto, fondamentale per apprendere a scrivere e a pensare. Il riassunto è una riscrittura di tipo ‘esterno’, in cui lo studente non si pone più problemi di ‘creatività di pensiero’, bensì problemi di ‘creatività di forme’. Scrivere è un lavoro ma, se svolto bene nel primo ciclo, costituisce il miglior viatico per l’apprendimento a scuola e nella vita.
p.60-62
SECONDA LINGUA COMUNITARIA
PERCHÈ SI STUDIA LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA
L’apprendimento delle lingue e il confronto con le relative culture riveste un valore fondamentale in un mondo sempre più globalizzato, in quanto esso non si limita alla semplice acquisizione di codici linguistici e conoscenze culturali ulteriori rispetto a quelle possedute ma comporta una serie di benefici cognitivi, sociali e culturali che influenzano profondamente l’individuo e la società, aprendo la strada all’inserimento attivo nel mondo contemporaneo, interconnesso e multiculturale. Come è stato dimostrato da studi specifici e come mostra anche l’esperienza quotidiana, l’apprendimento di una nuova lingua aiuta a sviluppare capacità come la memoria, la concentrazione, la risoluzione di problemi e il pensiero critico, con una migliore flessibilità cognitiva. La formazione plurilingue favorisce inoltre una maggiore apertura e comprensione delle diverse culture, in quanto consente di entrare in contatto con differenti visioni del mondo, tradizioni e storie, contribuendo a sviluppare empatia, rispetto e capacità di interazione e mediazione verso individui e contesti di cultura altri e/o multiculturali, una qualità fondamentale in una società orientata all’inclusione, ma anche di valutare e comprendere meglio le proprie culture di provenienza, in dialogo con quelle che si esprimono anche in lingue diverse. Nel contesto formativo e lavorativo odierno le competenze linguistiche sono sempre più richieste e la conoscenza di più lingue e dei relativi orizzonti culturali aumenta le opportunità di inserimento in istituzioni di alta formazione e nel mondo del lavoro, in particolare in Italia, da sempre crocevia di scambi culturali, commerci e relazioni internazionali, movimenti emigratori e immigratori, ormai espansi su scala globale. Il plurilinguismo associato alla consapevolezza storico-culturale e alle competenze di relazione interculturale permette dunque di accedere a una più fluida comunicazione in contesti internazionali, promuovendo la versatilità e mobilità di studio e di lavoro in moltissimi campi. Una formazione plurilingue aiuta anche a sviluppare competenze trasversali, come la capacità di adattarsi a contesti diversi, la gestione della comunicazione interpersonale, la mediazione e risoluzione dei conflitti, competenze essenziali per affrontare le sfide sociali, politiche ed economiche del mondo contemporaneo. L’apprendimento di lingue e culture diverse può inoltre rivestire un ruolo cruciale per favorire l’integrazione sociale e la coesione tra gruppi differenti. La capacità di comunicare con persone e gruppi condividendone almeno in parte codici linguistici e riferimenti culturali contribuisce alla riduzione di barriere e pregiudizi, alla condivisione di principi, diritti e senso civico, promuovendo una società inclusiva e più equa nella direzione di una cittadinanza aperta e consapevole. A livello individuale, per accedere all’alta formazione e al mondo del lavoro, la conoscenza di lingue consente di sperimentare il mondo da prospettive diverse, di accedere direttamente a opere letterarie, filmiche, spettacolari e ad altre forme di espressione artistica e culturale che possono contribuire a una maggiore apertura mentale, a incentivare le competenze creative e mediali, a favorire la formazione della personalità e del suo equilibrio cognitivo, emozionale e sociale. L’educazione plurilingue e multiculturale non è dunque solo una risorsa per la comunicazione e per vari ambiti operativi ma una strategia per preparare le nuove generazioni a essere cittadini globali, capaci di muoversi in un mondo sempre più complesso e interdipendente. Promuove la sostenibilità culturale, sociale ed economica, formando individui che possano interagire positivamente a livello internazionale.
Per quanto concerne il francese, l’apprendimento della lingua, la possibilità di accesso alle sue diverse realtà storico-culturali e artistico-culturali, nonché a quelle del mondo socio-economico e istituzionali dei paesi e delle regioni di lingua francese o in cui il francese è la principale lingua veicolare, costituisce una grande opportunità sia a livello di formazione personale, educativa, culturale e civica nonché alle prospettive di alta istruzione, occupazione lavorativa, consapevolezza europea ed extra-europea. La lingua francese è parlata in paesi che costituiscono realtà europee nazionali importanti come la Francia, il Belgio, la Svizzera e realtà regionali come la Valle d’Aosta, dove il francese è lingua co-ufficiale insieme con l’italiano. A questi, si aggiungono spazi americani (Québec, Canada francofono, Caraibi) e alcuni spazi africani (in particolare Africa sub-sahariana). Gli scambi e i contatti fra mondo italofono e mondo francofono e, più in generale, fra cultura italiana e culture veicolate dalla lingua francese esistono da secoli. Particolarmente intensi sia nel tempo che nell’entità all’interno della dimensione europea, si sono intensificati in tempi più recenti con 61 la realtà canadese francofona. Gli scambi a livello letterario, filosofico, artistico, musicale, ma anche economico e scientifico, in questi spazi, sono innegabili e intensi. Il contatto con le realtà africane favorisce soprattutto la dimensione culturale ed artistica, particolarmente importante per creare le basi indispensabili a favore di un interscambio adeguato e di reciproco rispetto anche nel quadro delle realtà immigratorie che conosce il nostro paese. La formazione scolastica in lingua francese e negli aspetti di civiltà che il francese veicola, consente l’accesso a quanto ricordato. La lingua ha inoltre specificità lessicali e morfosintattiche che la rendono relativamente vicina all’italiano; diversi ambiti disciplinari si offrono come adatti a progettualità trasversali con il francese (letteratura, cinema, fumetto, musica contemporanea, arti figurative, discipline riconducibili alle scienze naturali, all’ecologia, alla cittadinanza e all’uguaglianza sociale). Il sistema universitario pubblico francese, belga, quebecchese e franco-canadese (Acadia) sono ambita e non proibitiva destinazione per diplomati italiani; nelle regioni settentrionali la vicinanza e permeabilità socio-culturale con realtà francofone è elemento particolarmente favorevole; nell’intero territorio l’ambito turistico-culturale e il tessuto economico-produttivo richiedono competenze nel francese e nelle sue culture.
Nel caso dello spagnolo, l’apprendimento di questa lingua consente agli studenti di entrare in contatto con una comunità di parlanti nativi, sparsi su tutti i continenti, in paesi che hanno inoltre anche solidi legami con la cultura italiana. Lo studio della lingua spagnola consente infatti di comprendere meglio le profonde relazioni storiche e culturali con la Spagna, che hanno lasciato tracce profonde in tutto il territorio italiano, generando una quantità di interazioni che hanno contribuito a costruire una cultura mediterranea nella quale Italia e Spagna hanno giocato una funzione fondamentale, e che ancora oggi si pone come uno scenario possibile e fecondo.
Sul versante ispanoamericano la conoscenza della lingua permette di entrare in contatto con una cultura ricchissima, ma anche di conoscere i legami del continente americano con l’Italia, a partire dal primo contatto (esploratori, missionari, artisti) fino a giungere alle ondate migratorie della seconda metà dell’Ottocento, che hanno creato solide e numerose comunità di migranti e contribuito alla crescita e allo sviluppo di importanti paesi latinoamericani. In tal senso lo studio della lingua spagnola permette anche l’integrazione di giovani di origine latinoamericana che sono ormai presenti nelle scuole italiane, favorendone la partecipazione e l’inclusione nei percorsi formativi.
Con riferimento al tedesco, l’apprendimento della lingua, l’orientamento nei suoi universi storico-culturali e la possibilità di accedere a contemporanee realtà socio-economiche, artistico-culturali e istituzionali dei paesi e delle regioni di lingua tedesca costituisce una grande opportunità con particolare riguardo alla formazione personale, educativa e civica nonché alle prospettive di alta istruzione, occupazione lavorativa, cittadinanza europea.
I parlanti di lingua tedesca sono presenti al centro del nostro Continente, ma comprendono anche importanti comunità italiane (Alto Adige, ulteriori località in area alpina); nel nostro paese il tedesco è lingua co-ufficiale nella Provincia autonoma di Bolzano. Per evidenti ragioni geo-storiche, gli scambi fra mondi italofoni e mondi germanofoni e, più in generale, i contatti fra culture romanze e germaniche caratterizzando in profondità l’intero arco diacronico, con anche affinità e incroci di sviluppo (ad esempio: la compagine imperiale; i rapporti con l’area ‘asburgica’; la tarda formazione degli stati nazionali; simili contesti sociopolitici nel Novecento, con la tragica esperienza delle dittatura nazifasciste e della guerra; fenomeni come la migrazione italiana in Rft; attuali forme mobilità, specie delle generazioni più giovani) e un ricchissimo novero di reciproci influssi nei più vari ambiti, artistico-letterario, filosofico e dei vari ambiti del sapere e della scienza, economico, politico, turistico e sociale. Anche guardando solo alla Repubblica federale tedesca – la “Germania” è di gran lunga il primo partner commerciale dell’Italia sia per export che per import (Istat 2022) – gli interscambi italotedeschi sono ieri come oggi un pilastro dello sviluppo, e non certo solo a livello materiale.
La formazione scolastica in lingua tedesca e nei relativi aspetti di civiltà, oltre a consentire l’accesso a quanto descritto, ha inoltre specificità lessicali e morfosintattiche che la rendono particolarmente adatta all’apprendimento dopo l’inglese (“Deutsch nach Englisch”) e alla conduzione preliminare o in parallelo con lo studio delle lingue classiche; interi ambiti isciplinari si offrono come particolarmente adatti a progettualità trasversali col tedesco (dalla storia alla musica, dall’antichistica alla filosofia fino a molte scienze naturali e ad ambiti trasversali quali cittadinanza, memoria, sostenibilità); il sistema universitario pubblico austrotedesco costituisce ambita e non proibitiva destinazione per diplomati italiani; nelle regioni settentrionali la vicinanza e permeabilità socio-culturale con realtà tedescofone è elemento particolarmente favorevole;nell’intero territorio l’ambito turistico-culturale e il tessuto economico-produttivo richiedono competenze neltedesco e nelle sue culture.
FINALITÀ DELL’INSEGNAMENTO
L’apprendimento delle lingue e culture mira a formare cittadini e cittadine consapevoli, capaci di interagire in contesti plurilingui e multiculturali, promotori e promotrici di processi di inclusione e in grado di contribuire attivamente alla co-costruzione di una società aperta e plurale.
L’insegnamento della seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado permette di ampliare l’insieme delle competenze linguistiche a partire da quelle già maturate nel ciclo precedente. Nella prospettiva dell’educazione plurilingue, la seconda lingua dovrà essere considerata come un’opportunità di ampliamento e/o di approfondimento del repertorio linguistico già acquisito dall’alunno/a e come occasione per riutilizzare sempre più consapevolmente le strategie di apprendimento delle lingue.
Considerando che, nell’acquisizione delle lingue, la motivazione nasce dalla naturale attitudine degli alunni a comunicare, socializzare, interagire e dalla loro naturale propensione a “fare con la lingua”, l’insegnamento della seconda lingua dovrà essere proposto come uno strumento per aprire dei canali di comunicazione con persone parlanti (anche) lingue diverse e legate (anche) a ulteriori universi culturali di riferimento, con un approccio orientato all'azione (cioè attività che coinvolgano gli apprendenti in modo attivo e contestualizzato). In tal senso gli obiettivi generali sono i seguenti:
• Comunicazione di base. Sviluppare le prime capacità di espressione orale e scritta per interagire in modosemplice e funzionale. Utilizzare espressioni familiari e formule comuni per soddisfare bisogni concreti,presentarsi, porre e rispondere a domande su dati personali.
• Comprensione e produzione linguistica. Acquisire le prime capacità di comprensione della lingua parlatae scritta a livello basilare. Sviluppare progressivamente il repertorio lessicale, le strutture morfosintattichee le funzioni comunicative necessarie per esprimersi con chiarezza e coerenza.
• Interazione e scambio. Imparare a comunicare con interlocutori disposti a collaborare, sviluppandostrategie per farsi comprendere e per comprendere l’altro. Sperimentare l’uso della lingua in situazioniautentiche e interazioni di vita quotidiana.
• Riflessione sulla lingua. Promuovere la consapevolezza del funzionamento della lingua studiata,confrontandola con la lingua madre per sviluppare un approccio più efficace all’apprendimento. Stimolarel’autovalutazione e la capacità di monitorare i propri progressi.
• Cultura e interculturalità. Avvicinarsi alle culture legate alla lingua di studio attraverso testi, materialiaudiovisivi e strumenti digitali. Comprendere il valore del plurilinguismo e dell’interculturalità comeopportunità di comunicazione e scambio con altre civiltà e società.
COMPETENZE ATTESE AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA
Al termine della scuola secondaria di primo grado gli studenti dovranno dimostrare di aver raggiunto un livello di padronanza della seconda lingua comunitaria corrispondente almeno al livello A1, secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER, 2020).